Nocera, esagitato aggredisce più persone: ragazzi salvano ex assessore

Oggi pomeriggio l’aggressione. La richiesta di aiuto inevasa


Brutta disavventura per due auto, un bus e i relativi occupanti a Nocera Inferiore. E tra le vittime anche l’ex assessore comunale Nicoletta Fasanino.

Oggi pomeriggio, poco dopo le 15, in via Nicola Bruno Grimaldi, l’ingegnere Fasanino stava percorrendo la strada a bordo della sua Jeep Renegade quando un uomo sulla quarantina, esagitato, è saltato sulla sua auto, le ha rotto i tergicristalli, ha danneggiare il tetto e poi è salito a bordo dell’auto. Sanguinante, tanto da aver lasciato segni sulla carrozzeria e all’interno della vettura le ha urlato: «Parti, parti, metti in marcia».
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L’ex amministratore comunale, con sangue freddo, è uscito dalla vetture e ha portato con sé le chiavi dell’auto, temendo che l’uomo fuggisse via. In quel momento, tre ragazzi l’hanno soccorsa e hanno fatto scendere l’aggressore dall’auto. L’uomo ha poi costretto il pullman n.4 di BusItalia a fermarsi ed è salito a bordo, ma alcuni passanti lo hanno costretto a scendere. Il quarantenne è arrivato poi in via Roma, dove ha poi costretto un anziano alla guida di un’auto a portalo via. L’aggressore è stato poi trovato dai carabinieri.

LA RICHIESTA DI AIUTO INEVASA
«Ho chiamato numerose volte il 112 ma nessuno mi ha risposto. Se non fosse stato per quei ragazzi e per il mio sangue freddo avrei rischiato la vita – afferma Fasanino -. Non è tollerabile che a un numero di emergenza non risponda nessuno. Certamente paghiamo l’insufficiente numero delle forze dell’ordine, ma non ci si può assuefare a questo stato di cose. E se fosse finita in modo tragico?».
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L’ex amministratore ringrazia le tante persone accorse in suo aiuto: «Meno male che c’erano loro», l’amara costatazione»

LA RIFLESSIONE
Nicoletta Fasanino è la figlia dell’ex comandante della stazione dei carabinieri di Nocera Superiore e ha dovuto assistere a una costante riduzione degli organici delle forze dell’ordine: «Alla vigilia della festa delle donne, mi vengono in mente le tante che sono costrette a vivere con il braccialetto di emergenza a causa di uomini violenti e che sono assoggettate a questo strumento per evitare aggressioni. C’è chi non lo indossa più, sapendo che l’arrivo delle forze dell’ordine può essere tardivo».

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