Molti connazionali bloccati nel teatro di guerra. Diversi i residenti, gli imprenditori e i lavoratori nel Medioriente, tra cui molti Salernitani

Ieri mattina, attacco prevenivo di Israele e degli Stati Uniti all’Iran. Morto l’ ayatollah, l’autorità suprema, l’86enne Ali Khamenei, morti anche la figlia, il genero, il nipote, il capo dei Pasdaran e un ministro. L’ Italia e Francia non avvertite dell’attacco messo a segno a mercati finanziari chiusi e il giorno dello shabbat, il giorno del riposo, per trovare meno persone in strada in Israele e quindi più facilmente difendibili in caso di contrattacco iraniano.nSi tema un forte innalzamento del prezzo del petrolio, soprattutto dopo la chiusura dello stretto di Hormuz, dove transita il 30% del greggio. Migliaia di persone sono confluite nella simbolica piazza Enghelab a Teheran dopo l’annuncio della morte della Guida suprema Ali Khamenei. Applausi a Teheran dopo la morte di Khamenei. Khamenei per 37 anni ha guidato con una represso di ogni tentati di democratizzazione l’Iran. Pochi mesi fa, dopo la «guerra dei 12 giorni», la sua morte. Nella notte continuano gli attacchi statunitensi-israeliani a Karaj, Qom, Bushehr, Ahvaz, Orumiyeh e Hamedan.
LA RISPOSTA
Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran partita una vasta rappresaglia contro le città israeliane e alcune città delle monarchie del Golfo, nel tentativo di trascinarle in un conflitto regionale. Esplosioni hanno interessato diverse zone turistiche mentre lo spazio aereo resta chiuso. Israele: ondata di attacchi missilistici dall’Iran.nDa Riad, in Arabia Saudita, a Manama, in Bahrein, fino a Doha, in Qatar: nelle ore successive al raid molte capitali del Golfo sono state colpite da droni e missili lanciati da Teheran. A Dubai il fuoco ha raggiunto gli hotel sull’isola artificiale di Palm Jumeirah dove quattro persone sono rimaste ferite.
QUESTA NOTTE
In queste ore continuano gli attacchi con esplosione a Doha e a Dubai e in Isaraele e non solo. Secondo quanto riportato dai media iraniani, un drone è precipitato vicino all’aeroporto internazionale di Erbil, nella regione curda dell’Iraq. Secondo una fonte della sicurezza irachena, alcuni manifestanti hanno tentato di prendere d’assalto la zona che ospita l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad. Nuove esplosioni sono state udite a Dubai e nella capitale del Bahrein, Manama.
GLI ITALIANI PRESENTI IN ZONA
Secondo le ultime stime, al momento sono circa 58mila i connazionali che risiedono o si trovano per ragioni di lavoro o turismo nell’intera regione, da Israele all’Iraq fino alla penisola arabica. Negli Emirati Arabi Uniti e Israele il maggior numero di connazionali: rispettivamente quasi 22.400 e 20.800 presenze. Sono 470 gli italiani in Iran.
Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, a Dubai ci sono anche 204 studenti italiani delle superiori coinvolti nel progetto “Ambasciatori del futuro”, che sarebbero dovuti rientrare a Milano l’1 marzo.
IL MINISTRO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI
Tra gli italiani rimasti bloccati a Dubai c’è anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, partito venerdì da Roma con un volo civile per andare a prendere la famiglia. Sulla vicenda è scoppiata la polemica politica. “Il ministro rimasto a Dubai è la riprova della marginalità del governo. La centralità dell’esecutivo a livello internazionale esiste solo nel fantastico mondo fatato di Meloni. La triste verità è che mai come ora l’Italia si trova in posizione di totale marginalità internazionale”, affermano dal Movimento Cinque Stelle. Parole che hanno innescato la replica di Fratelli d’Italia. “I parlamentari 5 Stelle, invece di auspicare il veloce rientro in Italia in sicurezza i Crosetto, come si dovrebbe sperare per qualunque cittadino e compatriota, ne approfittano per attaccare il governo inventandosi una sorta di marginalità internazionale, in perfetto stile pentastellato. Chapeau, d’altronde cosa ci si poteva aspettare da chi è abituato quotidianamente a mancare di rispetto agli altri anche negli interventi parlamentari”, dichiara il deputato Mauro Malaguti.
PRONTI A EVACUARE GLI ITALIANI DALL’IRAN
Come ricordato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ammontano a 470 gli italiani residenti in Iran. “La situazione è molto preoccupante, già abbiamo ridotto da alcune settimane al minimo la presenza diplomatica a Teheran. Siamo pronti all’evacuazione anche degli italiani che volessero farlo, come abbiamo fatto in occasione della guerra di qualche mese fa”, ha detto il capo della Farnesina a Sky Tg24, e a tutti i connazionali ha poi raccomandato di “non muoversi, di rimanere a casa o in albergo”.
BIGMAMMA BLOCCATA A DUBAI «UN INCUBO»
Tra gli Italiani c’è la repper campana BigMama «Stiamo vivendo un vero incubo. Sono partita dall’aeroporto di Malè, il mio volo è stato dirottato nel deserto, nei pressi di Dubai», ha scritto la cantante sui social. «Noi continuiamo a sentire i missili sulla testa, io sono terrorizzata, siamo tantissime persone in questa situazione», ha aggiunto.
TURISTI ITALIANI IN CROCIERA FERMI
Anche un gruppo di una decina di turisti sardi si sono trovati, loro malgrado, nell’area del Golfo dopo l’attacco all’Iran. Secondo quanto appreso dall’ANSA, ora sono fermi al porto di Dubai su una nave da crociera. Sarebbero dovuti partire alle 21, ora locale, per raggiungere Doha, l’aeroporto di imbarco per Fiumicino. Ma la nave è rimasta a Dubai perché da Doha non sarebbe stata garantita la partenza per l’Italia a causa della chiusura dello spazio aereo.







