Il sogno venduto ai marzanesi per avere uno stadio da serie C è finito

È svanito nel peggiore dei modi: non solo naufragato in un cantiere che sarà restituito al Comune, ma con il rischio di infangare tristemente i cittadini come se fosse Scampia. Andrea Annunziata «L’occasione l’ha persa Felice Romano di continuare ad essere marzanese, lui ha scelto di andare fuori».
Il consiglio tristezza si consuma nel silenzio dei 13 Consiglieri comunali e della politica locale che non ha alzato un dito contro il potente di turno. Tranne l’unico consigliere comunale che svolge il suo ruolo di controllore: l’ex sindaco Franco Grimaldi che, dopo 4 interrogazioni presentate e diversi accesso agli atti, ha dimostrato una miriade di inesattezze e incongruenze alla proposta di risoluzione.
Ieri sera, l’illustre sindaco Andrea Annunziata ha portato in pasto alla sua maggioranza, che ha votato compatta con il voto favorevole anche di Salvatore Ciullo (eletto con la Zuottolo all’opposizione ma da sempre vota insieme alla maggioranza, ndr) la delibera per la risoluzione contrattuale del project financing del famoso stadio da serie C che avrebbe dovuto costruire la società calcistica di Felice Romano, attuale patron della Scafatese Calcio.
Assenti le due consigliere della minoranza Rossella Liberti e l’ex sindaca Carmela Zuottolo. L’avvocatessa di Forza Italia volle in tutti i modi affidare alla società San Marzano Calcio (oggi si chiama Football Club Scafatese) l’impianto di via Gramsci, appena 3 anni fa. Ricordiamo le grandi feste in Consiglio comunale, mesi e mesi per scrivere quella convenzione, redigere i computi metrici e il bando (che ha occupato mesi interi i dipendenti dell’ufficio tecnico) per finire con l’approvazione in Consiglio con festa annessa pagata da Romano.
Tanti i dubbi espressi all’epoca anche dalle nostre colonne. La prima pietra nel luglio 2023, tra comunicati, foto e annuncia plateali. Dopo pochi mesi, arriva la sfiducia all’amministrazione comunale (novembre 2023, ndr), guidata da Carmela Zuottolo, che mandò nel panico il concessionario. I lavori proseguirono lentissimamente. Poi lo stop definitivo dopo la sconfitta nella tornata elettorale comunale dove Romano era il primo supporter della lista “SiAmo San Marzano”. L’11 giugno 2024 Romano annuncia: «Il mio impegno a far crescere la nostra comunità si è rivelato un boomerang che mi costringe a recedere dagli impegni presi». Black out totale.
CONSIGLIO LAMPO PER CHIUDERE CON ROMANO
Il sindaco legge una breve nota dove osanna il lavoro dei tecnici dell’Ente. Spiega che l’unico obiettivo era quello di “restituire lo stadio ai marzanesi” e che «è tutto regolare». «Scelta giuridicamente corretta e responsabile» precisa Andrea Annunziata. La colpa è della «mancata approvazione delle varianti durante il periodo di commissariamento dell’Ente, chieste dalle comunicazioni del CONI, che quindi hanno fermato i lavori del campo» dice Annunziata senza nessun atto degli uffici a supporto di questa tesi che si sente per la prima volta. E conclude «Ringrazio Romano perché ci lascia anche le torri faro e perché ci è venuto incontro in questi mesi».
DALL’OPPOSIZIONE GRIMALDI SMASCHERA TUTTI
Francesco Grimaldi, unico ad intervenire sull’ordine del giorno, smonta passo passo la proposta. Parla ai consiglieri con i bilanci della Scafatese Calcio alla mano (ex San Marzano Calcio, ndr), dimostrando che è capiente e patrimonializzata; evidenzia che mentre l’Ente valuta i lavori realizzati per un valore di 1 milione e 400 mila euro tenendo conto degli stati avanzamento lavori pre-appalto, la relazione della direzione dei lavori ne conta solo 730mila euro (ed è allegata allo schema di convenzione) e dice che per terminare i lavori «ci sono opere da eseguire necessarie per tenere agibile e fruibile lo stadio comunale si possono quantificare in 897mila euro»;
ricorda che la società ha chiesto la risoluzione per aver ricevuto «richieste di estorsioni con metodo mafioso da un gruppo definitosi “i ragazzi di San Marzano”»; ricorda, infine, che lo stesso legale del Comune nel parere dichiara ““nessuna norma giuridica, implica una sospensione dei lavori per richieste estorsive né la società sportiva ha mai dimostrato che tali richieste siano casualmente collegate alla mancata esecuzione dei lavori” e che in caso di contenzioso “potrebbe avere un esito positivo” per il Comune.
Cosa dire! Oggi, il Paese si divide con chi sta con Romano e crede ancora ad una vittoria. E a chi resta deluso dall’imprenditore-benefattore che aveva promesso impegni e sacrifici per la squadra del San Marzano.
IL MOTIVO UFFICIALE DI UN FATTO CHE HA DELL’INCREDIBILE
Oltre al danno, si aggiunge la beffa e il disonore per un popolo da sempre laborioso, onesto, caparbio, seppur ancorato al conservatorismo. Ricostruiamo la vicenda. Abbi un pò di pazienza a leggere il tutto. Per avere una idea più concreta questi sono i fatti.
IMMAGINE DELLA NOTA AVVOCATO MATRONE
L’avvocato Ippolito Matrone che assiste la società concessionaria del campo sportivo, ovvero la Football club Scafatese società sportiva dilettantesca a responsabilità limitata (ex San Marzano Calcio srl), il 17 febbraio 2025 scrive al Comune chiedendo la risoluzione contrattuale. Nella nota si legge anche di un incontro al municipio tenuto a settembre 2024 con la presenza del Sindaco, della Giunta, di un tecnico comunale, dove Romano già comunicava l’impossibilità di proseguire le opere contrattualizzate dalla concessionaria «per i gravi fatti verificatisi nel corso del 2023-2024». Il legale spiega che il 3 marzo 2023 e il 5 aprile 2024 (ndr, quando ci sono stati gli spari allo stadio), la società di Romano ha ricevuto «richieste estorsive aggravate dal metodo mafioso le quali venivano prontamente denunciate alle Forze dell’Ordine».
Lo stesso Matrone racconta che, nelle denunce depositate presso i Carabinieri di Nocera Inferiore, «il gruppo mafioso autodefinitosi “i ragazzi di San Marzano” provvedeva ad esplodere anche colpi di arma da fuoco nel cancello d’ingresso dell’impianto sportivo durante l’esecuzione delle lavorazioni» e che tali fatti «venivano rappresentati ai presenti della riunione al Comune, durante la quale il sig. Felice Romano manifestava espressamente l’intenzione di non proseguire il rapporto contrattuale previa restituzione delle ingenti somme versate per il contratto di concessione in parola». Dunque, per questi motivi Romano «chiede la risoluzione contrattuale essendo impossibile qualunque prosecuzione del rapporto per i gravi fatti delineati».
QUALI INTERESSI DELLA CRIMINALITÀ NELL’APPALTO?
La concessionaria dichiara di conoscere chi ha fatto le richieste estorsive alla società di Romano, ovvero il gruppo mafioso “i ragazzi di San Marzano”. Per essere un gruppo mafioso vuol dire che questi pericolosi personaggi sono stati anche condannati per associazione a delinquere. O quantomeno possono essere noti alle forze dell’Ordine per precedenti atti delinquenziali.
Qualcuno li conosce? Ci sono altri eventi intimidatori sul territorio di cui dovremmo avere contezza?
Il sindaco, il vicesindaco, gli assessori, i dirigenti comunali quando hanno ascoltato Romano e il suo avvocato negli uffici comunali cosa avranno pensato? Quando hanno letto questa nota ufficiale inviata dall’avvocato Matrone cosa hanno fatto? Hanno pensato di denunciare i fatti all’Autorità giudiziaria? Hanno pensato di chiedere al Prefetto un controllo nell’appalto? Hanno informato le commissione consiliari sulla sicurezza pubblica e sulla trasparenza amministrativa?
Il Consiglio comunale, il 10 febbraio 2026, votando la risoluzione contrattuale avrebbe potuto fare gli interessi della criminalità di cui parla Felice Romano? Perché nessuno ha protetto e sostenuto Felice Romano? Perchè Romano è stato lasciato solo “a combattere contro la criminalità”?
Soprattutto, qual è l’interesse del clan “i ragazzi di San Marzano” nell’affare del campo sportivo?
Questi e tanti altri dubbi ci assalgono. Solo una seria inchiesta potrà far capire ai cittadini marzanesi cosa è accaduto. Solo una seria inchiesta della Magistratura della Corte dei Conti potrà chiarire se c’è o meno danno erariale.
I marzanesi continuano a restare senza struttura sportiva. La speranza è di vedere una commissione di consiglieri comunali recarsi nella struttura appena verrà riconsegnata per capire, con foto alla mano, cosa c’era e cosa è rimasto del campo. Il resto è agli atti.
Raimondo Aufiero










