Salerno, protesta dei detenuti del carcere contro le perquisizioni delle celle

All’alba di oggi hanno battuto le grate. Intervenuti in forze gli agenti della penitenziaria il tutto è rientrato poco dopo


Una protesta contro le perquisizioni in carcere è stata inscenata all’alba di oggi dai detenuti della Casa Circondariale “Antonio Caputo” di Salerno. Gli ospiti i hanno protestato contro le attività dell’amministrazione penitenziaria condotte dalla polizia penitenziaria nelle varie celle, alla ricerca di armi, droga e telefoni cellulari.

Il direttore dell’istituto, Carlo Brunetti, ha dichiarato che i detenuti hanno iniziato a percuotere con forza le sbarre e le porte delle celle, generando un rumore udito in tutto il quartiere di Fuorni. L’obiettivo dei detenuti era quello di creare tensione e distrarre gli agenti, rallentando le perquisizioni.

La protesta è stata sedata grazie all’intervento di ulteriori agenti di supporto, che hanno riportato la calma all’interno del penitenziario. Al momento, non sono stati riportati feriti tra detenuti o personale, e le autorità mantengono stretto riserbo sull’esito dei controlli. La Casa Circondariale di Salerno, come molti istituti penitenziari italiani, convive con problemi di sovraffollamento e gestione quotidiana dei detenuti, circostanza che in passato ha già generato episodi di tensione.
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I Radicali, con Donato Salzano, avevano invece ricondotto la protesta, fatto ben noto.

Donato Salzano segretario dell’associazione radicale Maurizio Provenza ha dichiarato: «Beh è la voce dei “Tortora ignoti”. La “battitura” è perché la Comunità Penitenziaria di Fuorni subisce da troppo, tanto tempo, la tortura di trattamenti inumani e degradanti in una condizione di sovraffollamento oltremodo più sopportabile.
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Questa è la voce dei “prigionieri” che siano essi detenuti o detenenti di uno Stato, un Governo (l’ennesimo) e un Parlamento che continuano a tenerli in “ostaggio” contro ogni principio Costituzionale e delle Convenzioni internazionali suoi diritti umani. Avranno anche saputo che oggi quattro gatti di radicali gli rendevano visita quale laica opera di misericordia corporale, così come ha fatto tutta la vita Marco Pannella!».

Una ricostruzione, però smentita di fatto dalle dichiarazioni del direttore del penitenziario.

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