A un bivio l’inchiesta sullo studente del liceo Mangino di Pagani deceduto nel 2025 a Malaga: la procura non ritiene ci siano elementi per un processo, i familiari, invece, ritengono ci siano

Una morte che sconvolse un intera città quella di Davide Calabrese come testimoniano le tante persone, specie studenti del liceo Mangino, che accolsero la salma del 18enne di rientro dalla Spagna dove era morto in gita d’istruzione il 29 marzo dello scorso anno.
Per quel decesso a Malaga è stata indagata una docente del Liceo Mangino di Pagani che accompagnava Davide e gli altri studenti in Andalusia. La professoressa era sotto inchiesta per abbandono di incapace.
L’INCHIESTA
La procura di Nocera Inferiore che indaga sul decesso del 18enne Davide Calabrese di Pagani, alunno del liceo Mangino, ha ritenuto che non sussistessero elementi per andare a processo a carico di una professoressa del liceo paganese, accompagnatrice degli alunni in gita di istruzione in Spagna, nel marzo dello scorso anno. Davide morì a causa di una miocardite, nonostante le cure dell’ospedale spagnole.
L’OPPOSIZIONE ALL’ARCHIVIAZIONE
L’avvocato Giuseppe Ferlisi, che assiste i familiari dello studente deceduto, invece, ha ritenuto che questi elementi sussistessero per un processo con un’imputazione di omissione di condotta doverosa in presenza di segni inequivocabili, con aumento del rischio e perdita di chance di sopravvivenza del paziente alla miocardite. In pratica, l’indagata avrebbe omessa o ritardato l’attivazione dell’ambulanza, ritenuta doverosa a fronte di un quadro di salute di Davide che anche agli occhi di un profano avrebbe imposto immediate il ricorso al medico.
La docente, che avrebbe avuto un ruolo di garanzia degli studenti, pur se non era un sanitario. non si sarebbe mossa con celerità, venendo meno a quell’assistenza anche morale dell’allievo. Secondo i familiari dello studente, il pm non avrebbe prese nella dovuta considerazione le dichiarazioni rese dai compagni di scuola di Davide e le contraddizioni tra i racconti dell’indagata e della mamma di Davide.
DA QUEL MALORE MENTRE ERA PER STRADA
Il 18enne si sarebbe sentito male per tre volte la mattina della visita a Malaga, il 27 marzo dello scorso anno, senza riuscire nemmeno a camminare, poi sarebbe rientrato in hotel. I compagni di scuola parlano di una condizione di salute di Davide già molto grave, contrariamente a quanto riferito dall’insegnante. La docente si sarebbe successivamente allontanata per comprare un panino, lasciando solo l’allievo malato, e sarebbe arrivata a oltre un chilometro dall’albergo per acquistarlo, quando poteva attivare la cucina interna o rivolgersi ai locali nei pressi dell’hotel.
Nel pomeriggio avanzato mentre per la docente il suo alunno stava bene, per i compagni di classi e la madre Davide avrebbe riferito di sentirsi malissimo: poco dopo arrivò un medico che ritenne necessario immediatamente trasferirlo in ospedale e con un’ambulanza, visto che il giovane presentava tratti cianotici sugli arti. La mattina seguente, il 28 marzo, l’accompagnatrice assicurò la mamma dello studente che il figlio, nel frattempo portato in ospedale, era stabile mentre avrebbe avuto un arresto cardiaco. Il 29 marzo Davide morì.
DIVERSE VERSIONI TRA LA PROF E GLI STUDENTI
Versioni dei fatti che divergono, anche radicalmente, e al momento il pm ha ritenuto preponderante quella fornita dalla docente finita sotto indagine e ha chiesto l’archiviazione della sua posizione. I familiari, attraverso l’avvocato Ferlisi, si oppongono: il Gip potrà ora ordinare alla procura nuove indagini o procedere con l’imputazione coatta o archiviare l’inchiesta.











