La sentenza di appello

Condanna bis per violenza privata a carico di due imputati che scontano 4 e 2 anni. È la vicenda della bomba esplosa davanti al bar Teca a Nocera Inferiore: accusa riqualificata (anziché estorsione). Sanzioni per Michele Cuomo (4 anni) e Domenico Rese (2 anni). Non avevano piazzato l’ordigno davanti all’ ingresso del Bar Teca a Nocera Inferiore né sarebbero stati autori di un’estorsione. Quell’ordigno, secondo l’accusa, sarebbe stato fatto esplodere per intimidire a desistere dall’apertura di un bar-distributore automatico, per ragioni di concorrenza (vicina a Cuomo).
La bomba carta fu fatta esplodere di notte davanti al Bar Teca , rivendita di snack e bibite attraverso distributori automatici, in via Matteotti, a pochi metri dall’incrocio con via Citarella e a 300 metri dal Comune. Danni seri erano stati causati alla struttura che si era affermata sul mercato per la competitività dei prezzi della merce in vendita, tanto da richiamare, a tutte le ore del giorno e della notte, tantissimi giovani. Lo spazio antistante al negozio, sotto i portici del palazzo, era diventato un punto di ritrovo e di aggregazione per tanti ragazzi.
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Tra le piste seguite fu subito quella di un chiaro segnale da parte di concorrenti. Acquisiti i filmati delle diverse telecamere presenti all’interno e all’esterno del locale, dopo tempo i carabinieri avevamo chiuso il cerchio nei confronti di Michele Cuomo e i suoi complici. In primo grado erano stari assolti Stefano Gambardella e Pasquale De Prisco di Scafati.
Per quella vicenda, ridimensionata dalle sentenze, sono stati condannati Michele Cuomo e Domenico Rese come deciso dalla Corte d’Appello.









