Coinvolto anche ex consigliere comunale marzanese

Avrebbe preteso da donne indigenti prestazioni sessuali per evitare lo sfratto. Per l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Nocera Inferiore Antonio Sellitto otto anni, un mese e 10 giorni di reclusione, quattro mesi in più del primo grado con il rito abbreviato. Conferma della condanna invece per il faccendiere A.D A. di Angri che sconta un anno e 9 mesi (pena sospesa).
Dopo le assoluzioni in primo grado dei quattro avvocati coinvolti nel blitz del 2023, i giudici d’Appello per due professionisti ha accolto il ricorso stabilendo due anni e otto mesi di reclusione a testa per T.O. e A.O.. Concussione era l’accusa per i professionisti assolti in abbreviato nonostante la richiesta di condanna della Procura: per due di loro quindi è scattata la sanzione penale. Novanta giorni per le motivazioni, poi ci sarà la Cassazione. Lo hanno deciso ieri pomeriggio i giudici della Corte d’Appello di Salerno.
Secondo la pubblica a causa gli imputati sarebbero stati partecipi al malaffare dell’ufficiale giudiziario. Altri 8 invece sono a processo con il rito ordinario tra imprenditori e presunti beneficiari dei magheggi dell’addetto alle notifiche di importanti procedure giudiziari. Saranno in aula a marzo. Da 100 a 300 euro, generi alimentari e rapporti sessuali per l’ufficiale giudiziario. Per la Procura ” bastavano anche poche centinaia di euro oppure generi alimentari o la minaccia di procedere allo sfratto dall’abitazione se due donne, una di questa madre di una figlia disabile, per fare del suo lavoro un mercimonio, carta straccia, venir meno ai suoi doveri”.
L’ufficiale giudiziario era stato processato e condannato per violenza sessuale mentre sulla corruzione e per atti contrari ai doveri di ufficio oltre alla rilevazione di segreti di ufficio era stato prosciolto ma ora ha incassato quattro mesi in più in base alle condanne dei due legali.
I reati sarebbero stati commessi ad Angri nel 2022, tranne uno a San Marzano Sul Sarno. L’indagine della procura di Nocera era stata condotta dai carabinieri della Sezione operativa del Reparto territoriale nocerino dell’Arma, al comando del tenente colonnello Gianfranco Albanese, e del Nucleo di Polizia economico finanziaria. Secondo la Procura di Nocera Inferiore, sarebbe scaturito “un sistemico quadro di mercimonio della funzione pubblica”. Questo, per il pubblico ministero Marco Fiorillo (che ha presentato per tutti appello), avrebbe creato un “cartello” a cui si affidavano persone che non potevano permettersi pagare l’affitto o non avevano titoli per occupare un alloggio popolare.




