Rubano il ponteggio per la realizzazione della palestra del liceo di Scafati, sei arresti

Nei guai due imprenditori di Quindici e quattro operai extracomunitari

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Scoperti mentre stavano tentando un furto nella costruenda palestra del liceo Caccioppoli di Scafati; arrestati due titolari di ditte edili di Quindici e loro quattro operai di origine marocchina. Non si sa se il loro obiettivo fosse solo quello di rubare attrezzi, cemento e altri materiali edili, ma al momento, quando sono stati sorpresi da un operaio che stava operando nel cantiere avevano portato via solo un ponteggio. All’operaio intervenuto, i due imprenditori dell’Avellinese si sono giustificati che erano della ditta e che avevano in fitto il ponteggio e che dovevano portarlo via per un altro lavoro.

Il lavoratore della ditta autorizzata aveva chiamato il cantiere che aveva risposto di non saperne nulla e quindi sono stati avvisati i carabinieri. Per i sei sono scattati gli arresti: i quattro operai marocchini sono stati rimessi in libertà, mente per i due imprenditori di Quindici è stato disposto all’obbligo di firma nei loro comuni.

Questo al Caccioppoli è dell’ennesimo furto in cantiere che si è verificato nell’Agro nocerino e nella vicina provincia di Napoli, dove anche le opere pubbliche sembrano finire nel mirino dei malviventi con una facilità disarmante, creando danni che costringono a rinviare anche di mesi e mesi se non di anni l’esecuzione dei lavori.

A segnalare la presenza dei sei ai militari della tenenza di Scafati sono stati anche il preside del liceo e il sindaco, chiedendo un immediato intervento dei carabinieri.
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«I furti, lo spaccio, le camorre sono un problema che investe tutta l’Italia e se no ci rendiamo conto che è necessaria una presa di coscienza di ogni cittadino nel collaborare con le istituzioni non ne potremo venire a capo», ha affermato Pasquale Aliberti, primo cittadino di Scafati. Il sindaco ha aggiunto: «In città abbia istallato 117 telecamere di cui solo due non funzionanti, ma per venire a capo dei vari fenomeni delinquenziali occorre non solo più presenza delle forze dell’ordine, ma anche una sinergia tra i vari livelli istituzionali e soprattutto l’indispensabile conoscenza nei cittadini che le cose di altri sono anche le proprie e non bisogna girarsi dall’altra parte, mantenendo un fare omertoso. Bisogna denunciare, segnalare furti, rapine e la spaccio di droga per consentire a polizia e carabinieri di intervenire efficacemente».
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Aliberti aggiungi: «Non bisogna soffermarsi su steli discussione politiche, ma affrontare il problema con un cambio di passo generalizzato. E poi va assicurata la certezza della pena: non è possibile che i sospettati vengono arresti e condannati, perfino per gravi reati come lo spaccio di sostanze stupefacenti, e poco dopo si trovano di nuovo in strada, anche in caso di precise denunce».

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