Il cordoglio delle istituzioni italiane e dei giornalisti. Il ricordo dei colleghi costituzionalisti

È morto ieri. all’età di 95 anni, Francesco Paolo Casavola, insigne giurista, docente all’Università Federico II di Napoli e presidente emerito della Corte Costituzionale.
IL RICORDO
Professore di diritto romano, ha conseguito la libera docenza in diritto romano nel 1958. In gioventù ha fatto parte della Fuci, l’organizzazione cattolica degli studenti universitari, e in seguito del Meic (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale), di cui è stato presidente nazionale dal 1981 al 1983.
Ha insegnato Istituzioni di diritto romano prima presso l’Università di Bari (1960) e poi presso l’Università Federico II di Napoli dove ha ricoperto il ruolo di Preside della Facoltà di Giurisprudenza dal 1983 al 1986. Dal 2004 al 2013 è stato professore a contratto di Storia del diritto romano presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Attualmente ricopriva, presso il medesimo Ateneo, la carica di Presidente del Centro Studi sui Fondamenti del diritto antico.
Nominato giudice costituzionale dal Parlamento il 6 febbraio 1986, giurò il 25 febbraio 1986. Eletto presidente l’11 novembre 1992. Esercitò le funzioni dal 15 novembre 1992. Cessò dalla carica di presidente il 25 febbraio 1995. Negli anni 1993-1994 fece parte della Commissione di arbitrato per l’ex-Jugoslavia. Fu, inoltre, Garante per l’editoria e la radiodiffusione (1996-1998).
Fu nominato presidente del Comitato nazionale per la bioetica nel 2006. Inoltre, dal 1998 al 2009 fu presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Fu maestro di migliaia di avvocati dei fori di Napoli, Torre Annunziata, Nocera, Nola e Salerno, oltre che della Calabria.
IL RICORDO DEL COSTITUZIONALISTA GIOVANNI D’ALESSANDRO
Il Professore Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte costituzionale, che avrebbe compito 95 anni il prossimo 12 gennaio, non è più. La triste notizia si apprende dal sito dell’Università degli studi di Napoli “Federico II”, dove Casavola ha insegnato “Istituzioni di diritto romano” dal 1967 e “Storia del diritto romano” dal 1977, e dove ha presieduto la Facoltà di Giurisprudenza dal 1983 al 1986.
La scomparsa di Casavola non rappresenta soltanto la chiusura di un ciclo biografico, ma l’eclissi di un modello di “giurista totale” che oggi appare quasi anacronistico o, quanto meno, “inattuale” nel senso nicciano del termine. Chi lo ha letto, studiato, conosciuto sa bene che egli non ha mai inteso il diritto roano come un catalogo di reperti fossili da classificare con algida precisione antiquaria, ma piuttosto come un’archeologia del presente. E non è un caso che la sua opera rappresenti un ponte fra la tradizione romanistica italiana e le questioni costituzionali contemporanee.
La sua insistenza sulla dignità della persona umana, sulla laicità dello Stato come principio supremo garantista della libertà di coscienza (e non come indifferenza verso il fenomeno religioso), e sulla continuità fra il diritto romano e il diritto europeo, costituisce un contributo teorico di ampia rilevanza per la scienza e la cultura giuridica del nostro Paese. Il suo approccio metodologico, fondato sulla ricostruzione storica contestualizzata e sul riconoscimento della complessità dello strumento giuridico come “ars boni et aequi”, rimane punto di riferimento per gli studiosi di diritto romano e diritto pubblico.
Nelle occasioni d’incontro con lui, prevalentemente nell’ambito di convegni universitari, si percepiva tangibile quella sensazione di “autorità” intellettuale di uno studioso e di un uomo che aveva approfondito le origini dei principi della nostra civiltà giuridica, e che sapeva contestualizzarli e declinarli con rara maestria e sensibilità nella realtà attuale. Un tema trasversale nella sua opera è infatti la ricerca sulla formazione del giurista contemporaneo e il permanente contributo del diritto romano.
Francesco Paolo Casavola era nato a Taranto il 12 gennaio 1931e ha conseguito la libera docenza in diritto romano nel 1958, dedicando gran parte della vita all’insegnamento universitario. La sua carriera accademica ha avuto inizio all’Università di Bari, dov’è diventato professore di “Istituzioni di diritto romano” nel 1960). La sua formazione è stata plasmata dai maestri Francesco De Martino (storico del diritto), Marino Lauria e Antonio Guarino, tre figure fondamentali della romanistica italiana novecentesca.
Nominato giudice della Corte costituzionale dal Parlamento il 6 febbraio 1986, Casavola è stato eletto Presidente della Corte l’11 novembre 1992, incarico mantenuto dal 15 novembre 1992 al 25 febbraio 1995. Durante il triennio di presidenza, ha redatto e presieduto sentenze di significativa portata costituzionale, affrontando tematiche di diritto di famiglia, locazioni, ordinamenti scolastico e universitario, diritto militare, sistema previdenziale, leggi elettorali e referendum abrogativo.
Le sentenze maggiormente significative di Casavola riguardano la formulazione per la prima volta nella giurisprudenza costituzionale del principio supremo della laicità dello Stato. La sentenza n. 203 del 1989 sancisce che il principio di laicità, emergente dagli articoli 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, “implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale”. Questa formulazione, pur riconoscendo il valore formativo della cultura religiosa e l’acquisizione dei principi cattolici al patrimonio storico del popolo italiano, afferma inequivocabilmente che lo Stato laico non può avere religione ufficiale privilegiata e deve garantire equidistanza e imparzialità verso tutte le confessioni. La sentenza n. 13 del 1991 prosegue su questa linea, affermando il diritto di libertà costituzionalmente non degradabile dell’individuo nel contesto della scelta scolastica in materia religiosa. La sentenza n. 290 del 1992 ribadisce i principi giurisprudenziali già affermati nelle precedenti decisioni.
Queste pronunce sono comunemente citate nella dottrina come “sentenze Casavola”, evidenziando il loro impatto durevole sulla giurisprudenza costituzionale italiana.
Oltre alla magistratura costituzionale, Casavola ha ricoperto numerosi incarichi di alto profilo, come la nomina nella Commissione di arbitrato per l’ex-Iugoslavia nel 1993, uno dei più delicati organismi internazionali del periodo post-guerra fredda; la nomina a Garante per l’editoria e la radiodiffusione nel 1996; la nomina a Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana nel 1998, conferita dal Presidente della Repubblica, quale custode della principale istituzione culturale italiana fondata nel 1925; la nomina a Presidente del Comitato nazionale per la bioetica nel 2006, ruolo in cui ha affrontato questioni contemporanee di etica applicata e biodiritto.
In gioventù ha fatto parte della Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI), organizzazione storica di formazione degli intellettuali cattolici italiani. Successivamente è stato Presidente nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC) dal 1980 al 1983, durante il quale ha contribuito significativamente all’orientamento culturale del laicato cattolico italiano nel contesto del passaggio della Chiesa italiana nel periodo post-conciliare
IL MESSAGGIO DI CORDOGLIO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE ROBERTO FICO
“Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa del professore Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte Costituzionale. Illustre e raffinato giurista, è stato preside della Facoltà di Giurisprudenza della Federico II di Napoli oltre che presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica e dell’Istituto della Enciclopedia italiana Treccani. Con la sua attività accademica e scientifica, ha contribuito grandemente alla formazione morale e professionale di generazioni di studiosi del diritto. Ai suoi cari le mie più sincere condoglianze”.
IL MESSAGGIO DI CORDOGLIO DEL SINDACO DI NAPOLI, IL PROFESSORE GAETANO MANFREDI
“Francesco Paolo Casavola è stato un giurista illustre e illuminato. Abbiamo condiviso un lungo percorso nella comunità accademia federiciana. Napoli ha formato intere generazioni di studiosi del diritto, il suo contributo intellettuale non va disperso”.
IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE DEI GIORNALISTI DELLA CAMPANIA, OTTAVIO LUCARELLI
“L’Ordine dei Giornalisti della Campania. esprime il cordoglio per la morte del professore Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte Costituzionale, iscritto all’Albo dei Giornalisti della Campania. Il professore Casavola è stato più volte ai corsi di formazione ai corsi dei giornalisti Campani. L’Ordine dei Giornalisti della Campania si stringe alla famiglia”.










