«Mi hanno evitato di perdere il braccio»

Pizzaiolo rischia l’amputazione del braccio: salvato dai carabinieri

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Un grave incidente sul lavoro ha rischiato di trasformarsi in tragedia nel pomeriggio del 23 dicembre scorso, all’interno di un’attività di ristorazione di Nocera Inferiore. Solo grazie alla prontezza, al sangue freddo e al coraggio di due carabinieri in borghese presenti casualmente nel locale, un giovane pizzaiolo è riuscito a salvarsi da conseguenze potenzialmente irreversibili.

Protagonista della vicenda è Giuseppe Bruno Battipaglia, 27 anni, nato e residente a Nocera Inferiore, pizzaiolo di professione. Durante l’attività lavorativa, il suo braccio sinistro è rimasto incastrato nella macchina impastatrice, schiacciato tra il braccio meccanico e il cestello in acciaio. Il dolore è stato immediato e insopportabile, mentre la situazione appariva fin da subito estremamente grave.

A intervenire sono stati il maresciallo Gerardo Izzo e il brigadiere Giovanni Fimiani, entrambi carabinieri, che si trovavano all’interno dell’esercizio commerciale al momento dell’incidente. Allertati dalle urla della titolare, i due militari si sono precipitati in cucina assumendo immediatamente il controllo della situazione.
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Per oltre mezz’ora, tra grande difficoltà e tensione, i due carabinieri hanno assistito il giovane pizzaiolo, aiutandolo a non perdere conoscenza e coordinando anche l’intervento di alcuni clienti presenti. Con grande determinazione sono  riusciti a liberare l’arto incastrato, evitando conseguenze che potevano rivelarsi drammatiche.
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Nonostante le gravi lesioni riportate, l’intervento tempestivo si è rivelato decisivo. I due carabinieri hanno poi sorretto Giuseppe e, massaggiandogli il braccio per favorire la circolazione del sangue, lo hanno accompagnato immediatamente al Pronto Soccorso di Nocera Inferiore, dove ha ricevuto le cure necessarie.

Un gesto che conferma l’alto profilo umano e professionale dei militari intervenuti. In particolare, il brigadiere Giovanni Fimiani era già stato protagonista di un atto di eroismo riconosciuto ufficialmente: nel mese di ottobre 2015, a Trieste, mettendo a rischio la propria vita, si era reso protagonista del salvataggio di un giovane universitario che aveva deciso di togliersi la vita. Per quell’episodio gli è stata conferita, dal presidente della Repubblica, la Medaglia di Bronzo al Merito Civile.

“Oggi posso dire di essere fortunato – racconta Giuseppe – perché grazie a loro non ho perso l’uso del braccio e forse nemmeno la vita. La loro fermezza, la loro professionalità e la loro umanità mi hanno salvato”. Un episodio che, alla vigilia di Natale, assume un significato ancora più profondo. “L’antivigilia di Natale – conclude – mi ha fatto incontrare due veri angeli custodi. A loro sarò sempre grato”. Una storia di ordinario eroismo, che merita di essere raccontata e ricordata.

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