Madre, figlio e nuora scoperti a Marcianise mentre asportavano merce

Famiglia di Scafati nei quai per furto: sono stati scoperti dopo i sospetti negli addetti allo store che li avevano notati andare ripetutamente tra il centro commerciale di Marcianise e il parcheggio di auto.
Madre, figlio e fidanzata di Scafati (non indigeni) avrebbero asportato dalle rispettive attività commerciali capi di abbigliamento, generi alimentari e prodotti per la persona. Una trasferta “proficua” per la famiglia di insospettabili finita sul banco delle accuse dopo la denuncia effettuata ai carabinieri marcianisani che poi hanno consegnato l’informativa alla Procura di Santa Maria Capua Vetere che agisce per competenza territoriale.
I fatti, incontestabili, sarebbero dello scorso anno quando si registrarono in un solo giorno diversi ammanchi in negozi vicini l’un con l’altro all’interno dello store. Uno dei tre fu pizzicato dagli addetti ai lavori ma respinse le accuse, i carabinieri nel frattempo acquisirono i filmati e a compiere quei furti non fu solo la persona individuata dai dipendenti (il 20enne figlio della donna che aveva portato via un paio di capi di abbigliamento eludendo il taccheggio) ma anche la fidanzata coetanea che fu filmata mentre aveva asportato da un negozio per prodotti per la donna diversa merce tra cui rossetti, creme e altro.
La refurtiva sarebbe finito nell’auto con cui i tre erano arrivati al centro commerciale. E con grande sorpresa degli inquirenti, anche la madre del giovane si era data un gran da fare, portando via dal supermercato generi alimentari dopo aver pagato una cifra irrisoria per altro. E non solo, perché da un altro negozio sarebbe riuscita ad asportare portafogli e cinture di marca dopo aver distratto la commessa.
La famiglia scafatese fu denunciata ai carabinieri e per loro la procura ha avanzato richiesta di giudizio immediato con l’accusa di furto aggravato e continuato. Il difensore ha chiesto per tutti la messa alla prova motivando quei gesti come un “disturbo del controllo degli impulsi caratterizzano dall’incapacità di resistere alla compulsione di rubare oggetti (Cleptomania)” evitando – nel caso il giudice dovesse accettare l’istanza – la condanna.




