Un giro di affari da più di un milioni di euro l’anno, il giro di coca e crack dei Viviani

Base Ogliara ma diramazioni in tutta Salerno e Piana del Sele

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Acquisto, trasporto, detenzione, confezionamento, vendita e cessione di crack e cocaina. Questa l’attività dell’associazione finalizzata allo spaccio di droga con base ad Ogliara, capeggiata da Mario Viviani. Il gruppo non solo si espandeva nel controllo delle frazioni alte di Salerno ma influenzava l’attività illecita di tutta la città capoluogo, oltre a San Mango Piemonte e Pontecagnano Faiano. Uno spaccio che garantiva l’anno 1,2 milioni di euro e ai conviventi Viviano di fare la cosiddetta “bella vita”.

L’OPERAZIONE DEI CARABINIERI E DELLA DDA
Ieri mattina, però, grazie alle indagini della Dda e del nucleo investigativo del comando provinciale di Salerno, questa vita di lusso sarebbe finita. Gli investigatori, infatti, hanno eseguito un’ordinanza cautelare che ha portato ad otto agli arresti in carcere e 11 ai domiciliari, oltre altri due (all’epoca dei fatti minorenni) associati ad un centro minorile, tra Salerno città, Pontecagnano Faiano, San Mango Piemonte, Battipaglia a Napoli e nell’Avellinese. Un’operazione dei carabinieri eseguita con il supporto di un elicottero e di cani antidroga su ben tre province campane.
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L’ORGANIZZAZIONE
L’organizzazione. La gang era promossa e capeggiata da Mario Viviani e si riforniva grazie a fornitori e corrieri oltre a poter contare su una rete di spacciatori per la vendita al minuto. L’associazione era capace anche di approvvigionarsi di grandi quantitativi di droga, in particolare di cocaina, provenienti dall’interland napoletano. Aveva la disponibilità di grosse somme di denaro e la sede logistica era a casa di Mario Viviano ad Ogliara, che operava pur essendo gli arresti domiciliari.

Principali collaboratori del “capo” sarebbero stati il padre Crescenzo, la convivente di Mario, Kucia Franceschelli., Simone Memoli (gestore delle forniture di droga acquistata da Gennaro Bucciano e sua moglie Giuseppina Russo). Altra figura emersa dalle attività di indagine è quella di Vito Votta, che dopo aver inizialmente militato nelle fila dell’associazione, quale pusher, nel dicembre 2022 a seguito di contrasti con Mario Viviani si è reso indipendente organizzando e gestendo con i propri familiari (Rosaria Landi, Teresa Patrizia D’Aiutolo, Mario Votta) una propria piazza di spaccio operante sui territori di Pontecagnano Faiano, Bellizzi e Battipaglia, che beneficiava di una differente rete di rifornimento locale (Azdine Makbol e Giuseppe Del Regno).
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IL GIRO D’AFFARI
I carabinieri hanno consentito di documentare numerose cessioni al dettaglio di droga (con dosi di grammatura variabile tra 0,3 e 0,5 grammi, vendute a 30 euro l’una). I conviventi Viviano mantenevano un alto al tenore di vita. Fin dal 2019 avevano una capacità di spesa di oltre 1,2 milioni di euro l’anno. È stato quindi possibile ritenere che l’immobile, acquistato per 95.000 euro e sottoposto a lavori di ristrutturazione, nonché arredato con beni strumentali per un valore stimato di 120.000 euro — perlopiù pagati in contanti — costituisse il compendio di un investimento dei proventi illecitamente accumulati. In assenza della giustificazione della provenienza lecita dei citati beni mobili e immobili, gli stessi sono pertanto sottoposti a sequestro finalizzato alla confisca e quella di crediti fiscali presenti nel cassetto fiscale di Lucia Franceschelli ammontanti a quasi 500.000 euro.

Un’attività illegale iniziata probabilmente già dal 2015 e che garantiva ingenti entrate, tanto da consentire il 30 settembre 2019 l’acquisto dell’abitazione di Ogliara. Ai proventi dell’attività degli stupefacenti vengono ricondotti anche i lavori di ristrutturazione che la coppia eseguì tra il 2002-2023 ed anche l’acquisto di mobili, climatizzatore, porte e infissi ad altro per un valore di oltre 120.000 euro.

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