50 calciatori under 10 partecipano ad un training tecnico e di abilità mentali

Un evento speciale di tecnica e tattica individuale approdato a San Marzano sul Sarno grazie all’impegno e alla disponibilità della scuola calcio San Marzano Project. Mister Giuseppe Marrazzo apre le porte del centro sportivo “Fair Play” agli esperti coach dell’Udinese Academy per una mattina di formazione e training con i piccoli calciatori provenienti da tutto l’Agro nocerino sarnese.
Oltre 50 ragazzi tra i 7 e i 10 anni, tesserati con diverse scuole calcio, hanno partecipato al percorso di mister Luigi Cuomo, già calciatore professionista e tecnico dell’Udinese Academy, che coadiuvato da Raffaele Apicella e Giuseppe Marrazzo del gruppo MTC (Mental Technical Coaching di base a Salerno) hanno dato vita ad una dimostrazione per i giovani calciatori per rappresentare come creare un percorso calcistico che va oltre l’allenamento tecnico-tattico, focalizzandosi sullo sviluppo di abilità mentali, gestione dello stress, fiducia in sé stessi e resilienza per sbloccare il loro vero potenziale, aiutando i piccoli calciatori a gestire pressione, concentrazione, fallimenti e a costruire una mentalità vincente, trasformando il talento in prestazioni ottimali e complete.
Tanto entusiasmo tra gli atleti che hanno potuto mostrare le loro abilità in un torneo a squadre, dove tutti giocano, senza stress e con il massimo entusiasmo. «Bisogna dare serenità ai ragazzi e creare quella connessione tra abilità tecniche e mentali per poter trarre il meglio da loro – dice Luigi Cuomo, coach dell’Udinese Academy – in questa età devono divertirsi seppure impegnandosi al massimo durante gli allenamenti e le partite.
A noi interessa la crescita del calciatore, prima in termini di mentalità, poi tecnico-tattica e soprattutto sapere che curino bene l’alimentazione e lo studio». E continua il tecnico bianconero «C’ da far capire anche ai genitori e, talvolta molti allenatori delle giovanili, che i ragazzi devono essere lasciati liberi di esprimersi, di osare, di sbagliare, ma di provare ciò che stanno imparando o sentono nel loro istinti quando giocano. Al momento opportuno ogni ragazzo viene fuori nelle sue abilità. Bisogna curare sicuramente tutti gli allenamenti e seguire i ragazzi, ma bisogna sopratutto sapere aspettare. Il nostro compito è dare autostima e fiducia ma non stressarli inutilmente».
Raimondo Aufiero



