San Marzano, Felice Romano: «Restituisco lo stadio senza chiedere nulla»

I cittadini:«È inagibile!»

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In arrivo in consiglio comunale la proposta di risoluzione contrattuale di un’opera incompiuta e inagibile, con un concessionario inadempiente. La parola passa ai consiglieri.

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Felice Romano rompe il silenzio e chiarisce, attraverso la sua pagina Facebook, la sua posizione specificando la «volontà di voler restituire lo stadio» incompiuto al Comune di San Marzano.
Dietrofront ufficiale della società concessionaria dell’impianto sportivo di via Gramsci che dopo 30 mesi dall’affidamento del bene pubblico con conferenze stampa, render e posa della prima pietra fatta in pompa magna con l’ex sindaca Carmela Zuottolo, fa sapere che «nei prossimi giorni è prevista la firma per la rescissione della convenzione».
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«In questo periodo si è parlato tanto, spesso troppo. Io oggi scelgo di dire solo una cosa, in modo semplice e chiaro: la mia volontà è sempre stata quella di restituire lo stadio alla città di San Marzano sul Sarno, senza chiedere nulla» premette Romano in risposta al nostro articolo pubblicato il 4 dicembre.

«Nel mese di giugno 2025 ho incaricato il mio avvocato, Avv. Matrone, di recarsi presso il Comune di San Marzano sul Sarno per comunicare ufficialmente la mia disponibilità a restituire lo Stadio, nonostante gli investimenti e una parte dei lavori già effettuati, con l’unico obiettivo di rimettere questo bene nelle mani della comunità» fa sapere l’attuale presidente della Scafatese.

«In questi mesi ci sono stati diversi incontri: con il Vicesindaco Marrazzo, con Salvatore Ciullo e infine con il Sindaco Andrea Annunziata. A tutti ho ribadito la stessa cosa, senza condizioni: lo stadio di San Marzano lo volevo dare al Comune senza pretendere niente» precisa il socio di maggioranza della Football Club Scafatese srl (già San Marzano Calcio srl), ovvero la società concessionaria dello stadio comunale, che nel mese di agosto 2024 chiedeva un risarcimento all’Ente di circa 1milione e 200mila euro per le opere già eseguite nella struttura.
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Oggi, invece, si registra il dietrofront. Eppure la domanda nasce spontanea: perchè il sindaco Andrea Annunziata con un contratto di “concessione per la riqualificazione” tra le mani nei confronti di una società attiva e solida che ha assunto diversi obblighi, non fa valere i propri diritti e si presta ad una risoluzione bonaria vedendosi restituito un bene che ora è inagibile?

Ricordiamo, di fatto, che il terreno di gioco e gli spogliatoi seppure vetusti venivano utilizza per le attiva sportive fino al momento dell’esternalizzazione dell’impianto. Attualmente la struttura sarebbe completamente inagibile in quanto senza impianti elettrici, spogliatoi sventrati, terreno da gioco da rifare completamente.

Sarebbe interessante comprendere il fine di questa operazione economico-finanziaria messa in campo dall’unica società che partecipa al bando di project financing nel 2023, ottiene in concessione il bene pubblico, spende 1milione e 200mila euro (la cifra dichiarata da Felice Romano per la quale chiedeva la restituzione all’Ente), e poi dopo 3 anni la riconsegna al comune «senza nulla a pretendere».
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Infine, desta preoccupazione anche il silenzio della politica locale, dei consiglieri comunali, dei comitati, delle associazioni sportive e di buona parte della società civile su un argomento che costringerà il Comune a dover sborsare oltre 250 mila euro (e 1,2 milioni a carico di “Sport e Periferie”) e farsi carico di attività di progettazione e di tutti gli interventi per eseguire la riqualificazione che durerà diversi anni (se tutto andrà bene) prima di vedere un atleta tornare sul campo da gioco.
Raimondo Aufiero

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