Salerno/Angri, “Sono stato aggredito e ho reagito”. Omicidio Mazza, Fedele si difende

Resta in carcere il 49ene salernitano accusato dell’assassinio del 35enne angrese

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Interrogato dal Giudice, Luca Fedele con un passato legato alle sostanze stupefacenti si è difeso per l’omicidio del 35enne di Angri Vincenzo Mazza, avvenuto venerdì sera in via Gabriele D’Annunzio a Salerno.

LA DIFESA
Fedele già si era difeso davanti al pm dicendo che quell’uomo a terra nella sua appartamento era un ladro entrato in casa per rubare, ma le condizioni in cui è stata trovato l’appartamento di via Gabriele D’Annunzio n 9 a Picarielli ha portato i carabinieri e la procura di Salerno a tutt’altra ricostruzione. Tragedia tra Pastena, rione Santa Margherita e Torrione, a pochi passi dal centro sociale.

AL GIUDICE
Fedele ha raccontato di essere stato aggredito da Mazza e di aver reagito per difendersi.

L’INTERVENTO DEI CARABINIERI LA SERA DELL’ASSASSINIO
I carabinieri della sezione operativa e della stazione di Mercatelo della compagnia di Salerno, venerdì sera, hanno arrestato il 49enne Luca Fedele con un passato legato alle sostanze stupefacenti che venerdì sera avrebbe ucciso Vincenzo Mazza, 35enne di Angri.

Dopo una serie di versioni su come fossero andati i fatti fornite da Fedele, sembra spesso cadendo in contraddizione, analizzando la scena del crimine e trovata anche una dose di crack, i carabinieri del maggiore Antonio Corvino hanno arrestato il 39enne salernitano con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

alt=35enne di Angri ucciso a Salerno, arrestato 49enne Salernitano
In pratica, l’ex pugile a casa sua, nella zona di Picarielli tra Torrione, Pastena e Rione Santa Margherita, avrebbe ricevuto Mazza nelle prime ore della sera o poco prima. Dopo un periodo trascorso insieme, qualcosa non è andato per il versi giusto ed è scoppiata una tremenda lite. Fedele in passato appassionato e praticante di boxe, avrebbe sferrato un pugno in pieno volto al suo ospite. il quale sarebbe caduto a terra privo di vita. La morte sarebbe avvenuto praticamente in pochi istanti.

Un’ambulanza del 118 sarebbe stata, avvertita da Fedele in via D’Annunzio: l’equipaggio ha costatato il decesso dell’Angrese e ha chiamato i carabinieri. Secondo altri, invece, l’attenzione di un vicino di casa sarebbe stata attirata dal trambusto a avrebbe avvertito le forze dell’ordine.
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Sul posto sono arrivati i carabinieri e l’ambulanza praticamente subito dopo la lite, tra le 22 e le 22.30 di venerdì sera: le indagini sono andati avanti tutta la notte, durante la quale in caserma il 49enne avrebbe fornito ricostruzioni ritenute non convincenti. Ai militari, infatti, Fedele ha raccontato che avrebbe sorpreso Mazza mentre stava rubando in casa sua. Una versione che per il sostituto procuratore Ersilio Capone e i carabinieri non collima con i risultati della perquisizione e il ritrovamento anche dli crack, a i militari e il pm di turno, sono si sono convinti al momento che si tratta di un omicidio preterintenzionale vinto cioè non ci sarebbe stata la volontà di uccidere il 35enne ma la Fedele avrebbe agito violentemente nei suoi confronti, procurandogli il trauma facciale che ha cagionato il decesso.

Una nottata per chiarire cosa fosse realmente avvenuto fino a quando gli inquirenti e gli investigatori si sono resi conto che la causa del decesso poteva essere di altro genere. Ora si cerca di comprendere se il motivo dell’incontro tra i due fosse eventualmente legato agli stupefacenti, ad esempio il crack ritrovato in casa oppure la lite sia divampata per un’altra motivazione. Mentre guai con la droga per Fedele sono noti, si scava anche nel passato della vittima per verificare se negli anni ci fossero legami con il mondo degli stupefacenti.
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I VICINI
I residenti hanno raccontato di un viavai di persone da casa Fedele che aveva destato sospetti e di alcuni liti tutte da chiarire. Ci sarebbe stato un giro di spaccio di stupefacenti e di prostituzione.

Occorreranno 69 giorni per conoscere l’autopsia sul cadavere del 35enne ucciso per stabilire le esatte cause del decesso e le condizioni di salute al momento della morte, per appurare se avesse o meno assunto sostanze stupefacenti nelle ore precedente la lite. Bisognerà comprendere con esattezza anche quanto è intercorso tra il litigio e l’allarme dato al 118. Le indagini quindi richiederanno ulteriori approfondimenti.

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