Pesante condanna anche l’imprenditore Stefano Gambardella

Pagani, Poggiomarino e Nocera. Nuova sentenza in abbreviato per il clan Fezza-De Vivo e per Rosario Giugliano (‘o Minorenne), noto criminale di Poggiomarino, trasferitosi nella città di Sant’Alfonso grazie anche ai suoi legami con i clan paganesi. Tra i condannati anche il noto imprenditore della plastica Stefano Gambardella, che ha ricevuto sette anni di reclusione. ‘O minorenne in abbreviato ha ricevuto una pena a cinque anni di reclusione. Condanne anche per il gruppo Amoroso e otto anni per Zuccherino, il cantante neo melodico paganese Alfonso Manzella.
L’INCHIESTA
Per un giro di estorsioni, pestaggi e spaccio di droga, a vario titolo, condotta dai carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore al comando del Tenente Colonnello Gianfranco Albanese, sono stati inflitti 134 anni di reclusione complessivi. Mentre la Dda, con il pm Elena Guarino, aveva chiesto 264 di reclusione. Ben 21 gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, due sono stati assolti (Emanuele Amarante di Angri e Nicola Liguori di Pagani) e quattro i rinvii a giudizio (tra cui Salvatore Desiderio di Scafati).
Condannati Felice Aquino di Boscoreale a 10 anni di reclusione,
Carmine Amoruso a 5 anni e Marco Amoruso a 6 anni 2 mesi,
Franco Buono 6 anni e 8 mesi, tutti di Poggiomarino.
Al collaboratore di giustizia Raffaele Carillo di Scafati sono stati inflitti 2 anni e 8 mesi.
Ai paganesi Salvatore Casillo inflitti 5 anni e 4 mesi,
Gennaro Cirota 4 anni,
Daniele Confessore, Carlo Cordiano 7 anni,
Andrea De Vivo 5 anni,
Giuseppe D’Auria 10 anni e 4 mesi,
Francesco Fezza 3 anni,
Nicola Francese 7 anni e 4 mesi.
Ai vesuviani Domenico Galasso a 8 anni,
Salvatore Iervolino a 6 anni e 4 mesi,
Giuseppe Nappo a 8 anni,
Giovanni Orefice a 2 anni e 8 mesi,
Diego Pagano 8 anni e 8 mesi.
Per molti scatta anche l’interdizione dai pubblici uffici e il risarcimento del danno alle parti offese costituitesi in giudizio.
Nel collegio difensivo, tra gli altri, Gregorio Sorrento, Giovanni Pentangelo, Antonio Usiello, Vincenzo Calabrese e Teresa Sorrentino, Antonio De Martino, Giuseppe Della Monica, Tommaso Annunziata, Francesco Matrone. L’indagine della Dda di Salerno è quella culminata il 10 giugno 2024 con una serie di arresti e che, come in altri casi, si conclude in tempi record almeno per il primo grado e si prede la stessa tempistica anche per il secondo giudizio.
Molto del processo si basa sulle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, come Rosario ‘o minorenne e Carrillo, che hanno raccontato, in particolare, anche i tentativi di allargare la zona di influenza del clan Fezza De Vivo e di Giugliano sulle attività economiche della zona industriale di Fosso Imperatore e su quelle di altre aziende dal mondo dei trasporti fino alla richiesta di estorsioni anche a carico di altre aziende dell’Agro nocerino.




