Il legale sottolinea in particolare che non c’è la pericolosità sociale

In merito alla confisca dei beni a Ciro Barba, imprenditore di Nocera Inferiore, ex assessore comunale negli anni Ottanta, prima della Dc e poi del Psi, disposta dal tribunale di Salerno ed eseguito dalla Dia, il suo avvocato, Giovanni Falci evidenzia: Innanzitutto la confisca ha riguardato beni anche riconducibili ad altre persone, tra le quali un maresciallo dei carabinieri in pensione – sottolinea l’avvocato Giovanni Falci, legale di Ciro Barba, dopo aver fornito il provvedimento del tribunale -.
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Si tratta di tre società (Bio Toscana, Italian Foood, Green Profit Tuscany, già sotto sequestro dal 2019 per decisione del Tribunale di Pisa dove è in corso il processo di primo grado per presunte frodi in commercio». L’avvocato aggiunge: «Una società, Hotel Resort l’Incanto non è operativa da sa circa 10 anni. Una società. L’Unica Invest che è del maresciallo. I beni Propri di Barba consistono in due box auto scoperti limitrofi alla casa di Barba ad Acciaroli, locale deposito è i vano doccia della stessa casa e il terreno agricolo con piante a ulivo a Roccapiemonte di circa 45 metri quadrati, un posto auto scoperto sempre a Nocera Inferiore, 5 box auto ad Acciaroli».
E ancora «Il tribunale ha rigettato la proposta di misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza a carico di Barba. Pertanto non è stato ritenuto pericoloso, ma è stato ritenuto che, in un certo arco di tempo (2012/2018, epoca dei fatti contestati a Pisa), non ci fosse proporzione tra i redditi dichiarati e i beni acquistati in quel periodo, che sono quelli confiscati. Per intenderci, tutto il patrimonio immobiliare di Ciro Barba e di Felicia Silvestri (la moglie) è stato ritenuto, dalla stessa Procura della Repubblica, non confiscabile e non assoggettabile a misura di prevenzione patrimoniale».


