Botta e risposta su Facebook tra i due consiglieri comunali di maggioranza.
Tutto inizia da un post di Ilario Capaldo: “Essere minacciato (politicamente) da altro consigliere comunale per strada alla festa del Santo Patrono…non è il massimo. Sentirmi dire ” adesso ci occuperemo di te e di qualche tuo assessore”. Solo perché io non mi son mai piegato alla famiglia De Luca. Sono un ragazzo/uomo libero e non ho paura. Non ho paura di dirlo pubblicamente, non ho paura di chi gestisce il potere in provincia ed in regione. Lo dico d’ innanzi alla città tutta… io non mi piego, io non faccio compromessi con nessuno e non mi faccio minacciare da nessuno. Ho subito di tutto, hanno fatto di tutto per buttarmi giù. A testa alta forte delle mie idee, della mia passione. IO NON HO PAURA. Nocera ed i nocerini sono la mia passione, il mio amore”.
La replica, sempre sui social, probabilmente sul pensiero di Capaldo, arriva a stretto giro da Paolo De Maio: “DOV’È LA MINACCIA…? Dopo aver letto il commento di un consigliere comunale di maggioranza che ieri osservava che “la Campania e poi l’agro va liberato dalla famiglia De Luca”, ieri sera, quando l’ho incontrato durante i festeggiamenti del santo patrono al Vescovado, gli ho rappresentato che invece di pensare a liberare la Campania dovrebbe preoccuparsi di Nocera e favorire la rimodulazione della giunta. Con ciò aggiungo che il mio invito era chiaramente rivolto ad occuparsi di dinamiche nocerine, che ci vedono coinvolti attivamente con rappresentanze in giunta. Ovviamente appare pretestuoso scomodare il presidente della regione Campania, leader indiscusso del centro sinistra campano, quando invece, chi oggi lo attacca, si affianca a vecchi protagonisti della politica di centro destra. Mai avrei immaginato che un pezzo di conversazione privata, estrapolato artatamente da un incontro fortuito in strada, diventasse lo strumento di un post infimo, per passare da vittima e bloccare posizioni. Estrapolare da un discorso ciò che conviene per strumentalizzarlo a proprio piacimento o utilità futura, non solo è malafede, ma è bassezza (e non mi riferisco alla statura).
Questo modo di fare “politica” è lo specchio di comportamenti da cui sono distante anni luce. Pertanto, ribadisco testualmente quello che era, e resta, un pensiero personale che per amore della VERITA’ sono obbligato a chiarire nella sua interezza, liberandolo da mistificazioni e strumentalizzazioni!
Lascio a chi ha ruoli politici di spessore la capacita di incidere, prima, però, dovrebbe iniziare a liberare se stesso”.
Redazione
