Estorsioni hard via internet, sempre più cadono raggirati

Ritengono di avere la parola che affascina, la foto che squaglia le donne, lo charme che conquista tutte, sono i latin lover di Facebook e diverse chat di social salvo poi scoprire di essere stati vittima di estorsioni, che denunciano specie il lunedì.

Sono una cinquantina i salernitani che hanno denunciato negli ultimi mesi estorsioni on line da parte di donne dei paesi più disparati, solo presso la polizia postale. Un numero esiguo ma va ricordato che oltre il 90% non si rivolge alla magistratura per evitare una brutta figura o perché non è facile recuperare i soldi che ha sborsato.
La vittima. Il “campatore” salernitano, specie di Salerno città e dell’area nord della provincia, è la vittima del week end, quando si sofferma un po’ di più su internet e tenta la conquista di belle ragazze on line, specie straniere. Giovani donne tanto “rapite” da voler subito intrattenere rapporti intimi con il macho latino e ne chiedono foto e soprattutto video che lo ritraggono in pose ammiccanti. E c’è anche chi va oltre pure perché una foto o un video da mettere sul telefono cellulare e da far vedere agli amici è una tentazione irresistibile, ovviamente passando per grandi seduttori. La trappola. Il poveretto sale di giri, la ragazza corrisponde al suo fascino, anzi gli dice di andare oltre e lui si produce in tutta la sua passione ed è qui che scatta la trappola. Nel frattempo che “l’uomo che non deve chiedere mai” emette qualche suono animalesco in momenti di coinvolgimento intenso, i complici della giovane scavano nel profilo dell’uomo per comprendere chi siano mogli, amici, fidanzate, personalità conosciute. Ormai la trappola è pronta e arriva la richiesta di soldi per non divulgare foto e video o registrazioni via skype di contenuti anche osceni a parenti o amici: «Se non vuoi che diffonda le tue foto o i tuoi video devi mandarmi i soldi».

L’estorsione. La vittima si rende conto di essere vittima di un tentativo estorsivo. Scattano, da parte del conquistatore che ha scoperto l’amara verità, pietosi tentativi di evitare le richieste, con implorazioni a non diffondere le immagini. Più implorano e più aumenta il prezzo del ricatto. Solitamente si parte da una richiesta di 1000 – 1.500 euro. Poi solitamente il prezzo cala, se la vittima è dura a cedere. C’è qualche caso in cui gli estorsori si sono accontentati anche di 100 euro. Ma c’è chi, grazie alla visibilità dei suoi contati e a una particolare fragilità, è cascato di brutto nella trappola. E’ l’esempio di un professionista di Salerno che è arrivato a sborsare circa 25mila euro e poi ha deciso di sporgere denuncia alla polizia postale della sezione di Salerno. E sono tanti quelli che chiamano, specie il lunedì, alla sezione della polizia postale di Salerno. Ma agli uomini dell’ispettore Antonio Buglione arrivano solo il 10% delle denunce rispetto alle estorsioni. Molti, indipendentemente dalla fascia sociale, economica o culturale di appartenenza, temono la brutta figura, altri le difficoltà di recuperare i soldi, poiché questi estorsori operano dai paesi più sperduti del mondo.

La tentatrice. La maggior parte delle finte donne affascinanti sono della Costa d’Avorio: al latin lover da Facebook piace la «pelle d’ebano» che sa di esotico e un pellegrinaggio sessuale, pure quello virtuale.
La denuncia. Sono pochi quelli che denunciano. Solitamente alla polizia postale arrivano pseudo richieste di informazioni. Si esordisce con «A un mio amico è capitato che…». Qualche avvocato vittima aveva iniziato dicendo «A un mio assistito è capitato che…». Poi di denunce ne vengono sporte poche e invece sarebbe necessario farne arrivare sempre e non è necessario rivolgersi alla polizia postale ma a qualsiasi ufficio di polizia o carabinieri: in questi casi, prima si fa e meglio è e tutti gli investigatori hanno le stesse possibilità nella ricerca dell’autore dell’estorsione. La miglior soluzione però è evitare di ritenersi amatori tali da essere capaci di far cascare donne on line.
Salvatore De Napoli – La Città

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