Livelli alti di inquinanti, riduzione di treni e di pessEggeri, il comprensorio in ginocchio. In un corposo documento, l’analisi del Gruppo Nocera Mobilità- No Traffico No Smog.

NOCERA INFERIORE. Condizioni del rasporto ferroviario nell’Agro nocerino, preoccupazione per la mobilità e per l’ambiente. A lanciare l’allarme il “Gruppo Nocera Mobilità Sostenibile – No Traffico e Smog” che chiede alle istituzioni e i cittadini di prendere coscienza in dimensione più partecipata al fine di attivare le sinergie giuste per un’inversione di tendenza.
L’aumento delle tariffe del 36% e i tagli dei servizi fino al 50% pesano…solo lo 0,29% dei fondi regionali sono troppo pochi per pendolari studenti e turisti: si sono persi centinaia di migliaia di passeggeri (34% in meno) in pochi anni, i quali ora invadono le strade con le auto alimentando le emissioni in atmosfera… tutto ciò aggrava il traffico veicolare privato e quindi lo smog e le congestioni viarie nell’Agro nocerino- sarnese…in particolare sofferenza la Linea Storica Napoli-Salerno, che resta strategica per gli spostamenti in attraversamento da un comune all’altro, in un contesto ad alta densità e contiguità di edifici e abitanti: occorre evitare che tanti veicoli su gomma invadano gli assi viari cittadini immersi nel tessuto urbano. Di questo, e non solo per questioni legate all’uso ossessivo dell’automobile fino a 1 metro dalla meta, i cittadini dovrebbero maggiormente lamentarsi: tutti trarrebbero vantaggio con più corse e un servizio efficiente nelle tratte metropolitane e per i diretti-veloci verso i capoluoghi.


Tra le azioni relative alla mobilità, riteniamo utile diffondere la mentalità di circumnavigare i complessi urbanizzati su tratte esterne di circonvallazione. Avviare quindi intese tra Stato, Anas e Soc.Autostrade, Regione, Provincia e Comuni interessati, almeno al fine di decongestionare l’ex statale 18 tramite un uso ottimizzato dell’A3,

Non meno, urgono servizi di bus/navetta nel contesto cittadino per tutti i comuni, usando aree di scambio col mezzo privato, anche attraendo sponsor, in accordo con famiglie, dirigenti scolastici e aziende, così come una diffusione del car-pooling e incentivare l’uso già crescente della bicicletta. Senza dimenticare che 10 minuti a piedi presso percorsi pedonali e ztl, marciapiedi e attraversamenti sicuri, consentono di coprire fino a 1km di media e tenersi in forma a ogni età (anche questa è prevenzione oltre che educazione civica).Si è inoltre parlato molto di Registro Tumori, quindi ci sentiamo a maggior ragione di evidenziare come il primo tassello della PREVENZIONE venga dalle scelte della politica sui servizi, così come quelle dei cittadini, che si traduce in una riduzione della spesa sanitaria, partendo dagli stili di vita, ai mezzi usati per spostarsi, alle scelte alimentari e alle bonifiche di aria, suolo, ciclo rifiuti, servizi fognari e bacini fluviali da non contaminare.
In ossequio alle normative, seppure flessibili, che giungono dal livello europeo a quello nazionale e regionale, i comuni dovrebbero quantomeno adottare provvedimenti, e i cittadini accettare per il proprio bene, parallelamente a un incremento dei servizi legati alla mobilità sostenibile, calendarizzando domeniche ecologiche ed emanando ordinanze di emergenza sulle restrizioni al transito per i veicoli maggiormente inquinanti (specie diesel e benzina). 
Stando alle rilevazioni dei dati Arpac sulla qualità dell’aria, le centraline segnalano una tendenza ad aumenti anomali del biossido di azoto, tipica sostanza collegata strettamente ai gas di scarico dei veicoli a combustione, fondamentale nella formazione dello smog fotochimico in quanto costituisce l’intermedio di base per la produzione di tutta una serie di inquinanti secondari pericolosi. Una volta formatisi, questi inquinanti possono depositarsi al suolo per via umida (tramite le precipitazioni) o secca, dando luogo al fenomeno delle piogge acide, con conseguenti danni alla vegetazione ed agli edifici.
Si tratta inoltre di un gas tossico irritante per le mucose e responsabile di specifiche patologie a carico dell’apparato respiratorio. Picchi sono stati riscontrati per le polveri sottili. Le pm10, nel 2015 con oltre 60 superamenti annui del valore soglia consentito. Nel 2016 sfiorati i 40 superamenti, sempre sforando i 35 max consentiti dalla normativa. I pm2,5 ancora più pericolosi perché capaci di addensarsi negli alveoli polmonari, fino ad accumularsi nel sangue e raggiungere altri tessuti dell’organismo, sono talvolta il doppio del limite.


