Coinvolti anche due tecnici comunali ed un socio dell’azienda Euroflex. Sotto accusa l’esproprio dei terreni per l’ampliamento della ditta
Il Pm Minerva chiede al Gip il rinvio a giudizio dell’ex sindaco e del presidente degli industriali salernitani. Domani la decisione.

MERCATO SAN SEVERINO. Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Mercato San Severino Giovanni Romano, due tecnici comunali e i vertici della Euroflex della famiglia Maccauro.
Mercoledì prossimo il Gup Pietro Indinnimeo dovrà pronunciarsi sulla richiesta del pubblico Ministero Maria Grazia Minerva. Il sindaco Giovanni Romano, l’architetto ed ex tenente dei vigili urbani Giuseppe Aliberti, e Nicola De Santis, Antonio Bove socio dell’Euroflex e componente del consiglio di amministrazione dell’Isiflex azienda di Fisciano collegata all’Euroflex e Mauro Maccauro, presidente di Confindustria sono stati iscritti nel registro degli indagati alcuni mesi fa.
Nell’inchiesta era coinvolto anche Gerardo Maccauro deceduto qualche tempo fa. In seguito all’avviso di garanzia, Giovanni Romano si dimise dall’incarico di primo cittadino di Mercato San Severino.
Secondo l’accusa l’ex primo cittadino di Mercato San Severino Romano ed i tecnici avrebbero firmato la procedura di somma urgenza dell’esproprio di un area, poi destinata all’Euroflex, senza che vi fossero le necessità. Tra l’altro secondo i denunciati nella disponibilità dell’azienda Euroflex vi era anche un terreno nell’area Pip di Fisciano dove poteva essere trasferita la ditta. Le irregolarità esposte risalirebbero però al 1999, quando alla guida dell’azienda c’era Gerardo Maccauro.
Sui documenti contestati dalla Procura, non apparirebbe nemmeno una volta la firma di Mauro Maccauro. La vicenda nasce dalla denuncia di un vicino, che contestava il mancato pagamento dei terreni espropriati. Oltre a quello penale, essa abbraccia infatti anche il piano civilistico-amministrativo, dove l’imprenditore risulta essere debitore dello Stato, proprio per il mancato pagamento di quei terreni.
Romano è difeso da Marco e Alfonso Senatore. Mauro Maccauro è difeso dall’avvocato Cecchino Cacciatore.
La vicenda ha destato enorme scalpore nel centro capofila della valle dell’Irno in quanto per Romano, in venticinque anni di attività amministrativa, si trattò del primo avviso di garanzia. Da qui la sua decisione da dimettersi “per poter difendersi da uomo libero”.
Per la minoranza fu una scusa in quanto il problema era politico e legato alla mancata approvazione del bilancio motivo per cui è stato sciolto il Consiglio comunale.

