Ginecologia, come distruggere un reparto di eccellenza

NOCERA INFERIORE. E’un reparto di eccellenza nonostante tutto. Si, nonostante l’incuria e il disinteresse che l’Asl di Salerno destina a ginecologia ed ostetricia dell’Umberto I.
Si è fatto tanto rumore per la Terapia intensiva neonatale, la Tin, è sono arrivati medici e primario ma nessuno se ne frega di ginecologia che è punto di riferimento per le gravidanze a rischio e non solo di un territorio vasto,con circa 700 milaa bitanti e su due province, quella di Napoli e di Salerno. Perché non si fa niente? Per la Tin ci si è mossi immediatamente dimenticando che se c’è una buona terapia intensiva neonatale è perché prima c’è una buon reparto di ginecologia e ostetricia per leg ravidanze a rischio.Da anni sono state segnalate le carenze di organico, dalle ostetriche agli infermieri.Non ne parliamo dei medici: sette sono andati in pensione negli ultimi tre anni. Nonostante tutto,e grazie alla qualità di chi ci lavora, il reparto continua adessere “gettonatissimo” da parte di migliaia di donne dell’area napoletana e dell’Agro nocerino e che, con la chiusura di analoghe divisioni degli ospedali di Mercato San Severinoe Cava de’Tirrenie di due cliniche ostetriche private del vesuviano si riversano all’Umberto I.

Ma qui, nonostante l’alto numero di parti (oltre 1.400 l’anno, secondi solo al Cardarelli di Napoli, in tutta la regione), gli elevatissimi numeri di pronto soccorso ostetrico (fra i 50 e 60 al giorno), gli ambulatori di cardiotopografia, quelli di ecografia, gravidanza a rischio, di isteroscopia diagnostica e operativa (solo quest’ultimo con 500 interventi annui), il personale è largamente insufficiente a garantire un tale carico di lavoro che implica un elevatissimo turno over di pazienti e un’assitenza pressoché insostenibile per i circa 40 posti letto presenti nell’unità operativa.
L’obsolescenza della sala operatoria e di quella parto nonché di quella destinata al travaglio e delle apparecchiature elettromedicali è da lungo tempo ben note ai vertici sanitari e amministrativi dell’Azienda sanitaria Salerno.

Cio nonostante, malgrado le manifestate e reiterate richieste d’intervento tutti se ne sono disinteressati. E dè per questo che il personale e lepazienti si sono risentiti e meravigliati della solerzia con cui è stato risolto il caso Tin mentre nessuna parola e considerazione è stata destinata a chi provvedea garantire e monitora le gravidanze ritenute ad alto rischio consentendo di far venire al mondo piccoli che solo dopo vengono affidati alla Terapia intensiva neonatale a sala operatoria. Va ancora ricordato che, per mancanza di personale e privacy nei diversi ambulatori, le interruzioni di gravidanze sono sospese. Anche in questo reparto, la mancanza di infermieri e di ostetriche e medici rende difficile l’esecuzione di interventi chirurgici e in generale la gestione della sala operatoria.

Le Cronache
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